02 agosto 2005

"Ma, ... cose strane..."

Risuona spesso nella mia mente questa tua buffa frase. Mi sto accorgendo che la utilizzi abbastanza frequentemente, inzuppandola e colorendola di buffi gesti e versi che ti rispecchiano. E poi, giri pure spesso l'indice come appunto una girandola, come se cercassi il dinamismo nell'aria o come se volessi intingere il tuo dito nell'O². Come quando eravamo in macchina e durante un po' di postrock, ho cercato di avvolgere la mia mano nell'aria. Gesti strani, cose strane. Domani a quest'ora saró altrove, al Nord, a Bergen. Lo zaino é pronto, ma come al solito temo di aver portato via troppo. Come mi sa strano pensare che domani mi troveró in Norvegia, cosí mi sa strano pensare al fatto che ti sto scrivendo. Io. Che reputavo il Blog una cazzata. Ma ti diró, forse anche il non essere nel medesimo luogo incide sicuramente. Luglio ha proprio plasmato il nostro mondo, fortificandolo, intesificandolo. Un vivere ogni singola espressione del corpo, dei 21 grammi (una delle ultime serate veronesi trascorse nell'appartamento 7, terzo piano). Scorre, fluisce. Tutto. E poi la corona di alghe che ti ho dolcemente buttato in testa, proseguendo con un acuto scompisciamento abitudinale. Lo hia-hia, cavalcando le onde, addormentarsi ed alzarsi insieme. Mi sta assalendo la malinconia. Provavo pure vampate di spensieratezza. Vero, sentito, tutto, estremamente.

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