
Ma se mi sei attaccato come faccio a scrivere, a concentrarmi, a tracciare cose serie...? beh, serie, no, ma non cazzatine classiche. come del tipo: "ma quanto è bello sentirti ghignare sulla mia spalla destra...e bla bla..."
sembra che tu mi stia spalmando il fango addosso, sulla coscia destra. Bo. Scrivo e non mi dici nulla, uffa. Ue.
Be', non dico nulla perchè sennò mi perdo, e non mi distrarre che per scrivere mi serve concentrazione. Ecco. E se poi mi abbracci e mi baci non mi concentro più. Sì sì, conentro. Entrare nel con, nel con che? Bah, cose strane. Sì, il latte concentrato. Perchè hai detto concentrato. La prossima volta che vengo qui mi porto la mia tastiera. No, non è viola e bianca come la mucca Milka, che è svizzera e a me stan sulle palle gli svizzeri, troppo beige, neutri sempre e comunque, anche nel guardare. Poi il fango fa bene sulla pelle, quello sì che è sano :P
Sai, a proposito della Svizzera, ieri in macchina ti ho detto che senza di te mi sento un po' come l'emmental(er). Un pochino piena di buchi, dove potrebbe svilupparsi un certo fenomeno di "con-entro", quello appena coniato istintivamente da te, caro il mio omuncolo...
Le emozioni che vivo, provo, quando priva di te, mi escono, o forse il mio essere le rifiuta, perchè c'è sempre una sorta di "ma se ci fosse...". bo, e poi, inZomma, le vivi a metà, ma forse nemmeno, diciamo appunto: a buchi, a fori. Sì, una persona foreggiata, forse anche un pochetto come il polistirolo, so che non ha i buchi (dolce sapientone).
Ho ben presente la sensazione formaggiosa (e a ripova delle mia ideosincrasia con gli svizzeri, pure l'emmental non m'ha mai intrigato più di tanto), anche se da me viene avvertita in modo diverso. Il punto non è vivere le cose a buchi, ma viverle forse sbiadite, forse tipo nel mondo dei miopi, dove tutto è un po' boh e ma, senza una linea che sia una linea, o un contorno che sia un contorno. Anche se la cosa dei buchi m'ha fatto tornar in mente il mio viaggio balcanico, dove per strada c'eran tutte le vecchine che vendevano pizzi e merletti, alcuni straelaborati (ho visto pure una bilancia che stava in piedi da sola fatta all'uncinetto) e mi ricordo d'aver fatto un paragone mentale pari a quello tuo col formaggio. Mi sto rendendo conto di non scrivere al mio solito, ma mica ci riesco quando so di essere osservato, è un po' differente. Massì. Ferma lì, mic a ho finito. Sul fatto del "ma se ci fosse..." sì, è proprio vero. Ed è per quello che t'avevo scritto un 'mi riprometto un mai più'. Poi vabbè, magari ricapiterà. O forse no. Però ripeto, mi riprometto un mai più, e garantisco per me.
Non ti osservo. Trovo estremamente affascinante le varie dimensioni di pensiero che si riescono a raggiungere in questo modo di comunicazione interiormente visualizzata. beh, insomma, ci sarebbero altri modi megaparolani per chiamarli. e poi è bello inventare nuove parole. certe volte non mi vengono in mente le parole che mi servono per farmi coprendere o per costruire una frase più o meno coerente e dunque invento delle mini parole e wow, mi capisci. come ieri sera, quando non so come tu abbia fatto. non ti ricordi? accensione della fiamma luminosa. Dai, l'accendere della candela con l'accendino. aha, capito finalemente, hai tu?!!!
E poi il tuo scrivere è abbastanza più frenetico del mio. tu violenti la tastiera, io, ovviamente, la accarezzo.......
Ne ho spezzate due, di tastiere. Ci son due motivazioni, una tecnica, una 'spirituale'. Son serio perchè scrivo concentrato, appunto. La prima è che ti capitano sottomano tastiere che scrivono e altre che non scrivono, e per esser sicuro che un pc riceva correttamente tutti gli ordini che gli vai ad impartire devi usare un po' di violenza.
sei razionalmente troppo informatico. ora.
Eh, bè, se parlo di tecnica mi tocca. Ma dicevo. La seconda riguarda un mio certo rapportarmi con le parole scritte. Vero quello che mi dicesti o scrivesti tempo fa, ovvero che le parole che utiizzo son ben commisurate con quello che passa per la mia mente. Fermo restando che non c'è nulla di costruito, e lo puoi notare dato che mi sei qui accanto. Il punto è proprio questo, le parole sono quelle. Punto. Una virgola è lì perchè ci deve essere, come quella parola e non quell'altra. Ecco perchè la violenza. Che poi violenza non è. Si tratta di fermezza, sicurezza, o meglio, tentativo di manipolare nel miglior modo possibile le parole, cosa che ancora non riesco a fare come dico io. Eppoi è pure questione d'abitudine. Se noti non guardo la tastiera quando scrivo, quindi si preme di piàòè+àèòàpèlòk.ù. Questa parola la lascio così. I megaparoloni non servono. A volte servono anche, ma no. Le cose complicate m'han sempre fatto pensare a cose un po' come dire, create quasi a tavolino. Intendo, quando parli per dire aspirina dici aspirina e non acidopapapappapap. Quindi il termine aspirina è più puro e diretto, perchè più immediato. Quindi ecco.
no. non mi addormenterò davanti al pc. anche se effettivamente, come mi hai appena confermato, questo "è l'orario della caduta" nell'oceano dell'assurdo, surreale, dove ci sdraiamo su una foglia, quella che abbiamo visto oggi e poi ci facciamo i nostri viaggietti e non potranno mai dire al TG che una foglia è caduta, perchè passeremo inosservati. tu vestito da elfo ed io da superman. no stonerebbe. so che quando sono insieme, con te, non mi importa del resto. veramente. è strano per la mia persona. e poi, non mi rompo mai le scatole con te. perchè trovo sempre il modo di intrattenerci, anche nel semplice morderti, un processo psico-fisico-fisiologico fantastico.
termino. ora. ma con serenità, perchè la notte è bella..........
Però la rifacciamo, questa cosa, del post in due. Che tra l'altro è un'altra delle cose che ho sempre aspirato a fare, come un blog a due. Anche se il nostro non è un blog. Io odio i blog, a mò del puffo brontolone. Io odio questo, io odio quello. Ma è vero, nei blog mica trovi cose scritte come sulla nostra carta bianca pennellabile. Concordo sul terminare, il resto che c'è da dire si comunicherà non su una tastiera che scrive quel pippolo che vuole lei ma guardandoci negli occhi.
Però bello. Per davvero.
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