29 agosto 2005

Sarta poetica

Ho fatto la sarta poetica: tagliando e cuciendo versi di Mallarmè per così ottenere la perfetta sintesi del mio attuale stato d'animo. E' sì, certe volte serve proprio l'aiuto di un Poeta per trovare le parole. Ecco il mio patch-work... CONFLITTO "A lungo, ormai da molto tempo - credevo - il mio pensiero si preservò da alcun evento pur vero; preferendo, alle casualità, attingere lo scaturire nel suo principio. Un gusto per una casa abbandonata, che sembrerebbe favorevole a questa disposizione, porta a smentirmi: tanta era la contentezza, ogni anno che rinverdiva la scala esterna di pietra, tranne questo, di spingere contro i muri un'imposta invernale per poi raccordare, come se non ci fosse stata interruzione, l'occhiata d'ora allo spettacolo immobilizzato d'un tempo. Pegno di ritorni fedeli, ma ecco che questo battere, come di tarlo, scandisce un chiasso, ritornelli, alterchi, di sotto: mi ricordo come sopraggiunse la leggenda dell'infelice dimora di cui frequento l'angolo intatto, e mi angosciò alla partenza, andrò o no, mi fece quasi esitare - arrivederci, tanto peggio! Bisognerà difendere, nella soppressione che tocca siti preziosi, a ricevere l'ingiuria peggiore; ospite, io divento, della sua decadenza: Poco fa, nemico devoto, penetrando in una cripta o cantina in comune, osservavo un istante, breve, l'abitudine plausibilmente riprenderebbe il sopravvento; con ostinazione, durante tutti i miei giorni - trascurando il mezzo di acquisto - per soddisfare non so che singolare istinto di non possedere nulla e di essere solamente di passaggio: col rischio di una residenza come ora aperta Un'irritazione di stati contraddittori, oziosi, falsati e il contagio fino a me, per il turbamento di un'ebrietà imbecille. Anche la calma, obbligatoria in una regione di echi, non appena ci si immerge, l'ho in modo particolare le sere di domenica, fino al silenzio. Apprensione per quest'ora, che prende la trasparenza della giornata, prima delle ombre, e poi la fa scorrere lucida verso una profondità. Amo assistere in pace alla crisi quando sembra invocare qualcuno. I con una sospensione, l'attesa e il momentaneo suicidio. La conoscenza che risplenderebbe - di un orgoglio implicito nell'opera giornaliera, resistere, semplicemente e mostrarsi in piedi - l'osservanza è più vicina alla fatalità che alla volontà. Le costellazioni principiano a brillare: come vorrei che nell'oscurità che corre sul cieco gregge, si fissassero dei punti di chiarezza, come il pensiero di poco fa, sebbene gli occhi sigillati non li distinguano - per il fatto, per l'esattezza, lontananza vesperale; più di prima, con la loro confusione. " Mallarmè

0 Commenti:

Posta un commento

Iscriviti a Commenti sul post [Atom]

<< Home page