
Apatia, tenebra interiore. Questo attanaglia in questa casa, in queste mura quando sono qui, da solo, con te distante, lontana. E cosa vuoi fare, quando anche l'aria che respiri è pesante. E cosa vuoi fare, quando tutto quello che hai attorno ti sembra inutile (no, 'è' inutile). E cosa vuoi fare, quando ti senti strangolare, quando le parole sono solo rumore (insopportabile, spesso), quando quello che mangi è insipido, quando quello che bevi non disseta, quando quello che sai colorato lo vedi grigiastro, sporco, cadente. Ecco, cadente. Tutto è cadente, qui, in solitudine. Le cose mi sbiadiscono davanti agli occhi. Non c'è speranza di cambiare le cose, qui. L'ho persa già da parecchio tempo, ma ogni giorno è una nuova lotta contro l'apatia, contro le ombre che uccidono, contro il cadente. Ma niente. Corro contro i mulini a vento. Un giorno, tempo fa, mi dicesti una frase che me la porterò sempre dietro, assieme alle altre. Ma io sono convinto che i mesi che verranno, che vivremo mano nella mano, saranno ancora più spensierati di quelli. Perchè saranno vissuti al cento per cento, e anche al duecento e trecento. Perchè saranno nostri, tutti solo soltanto nostri. Miei e tuoi. E lo so che non devo immaginare, non devo sognare, non devo desiderare, perchè poi le cose magari saranno diverse da quelle generate dalla mia testa. Ma come si fa, come si fa a non immaginare, a non sognare, a non desiderare. Come posso, io, che balzo da un weekend ad un altro, vegetando i giorni che li separano, per non farmi contaminare da queste tenebre. Un po' come da bambino balzavo da una parte all'altra del fossato per i campi, con la fanghiglia sotto di me. Come si fa a non immaginare. No, io immagino. Io sogno. Perchè so che sarà così, non ho alcun dubbio. Non mi spaventa nulla, non la fatica, non le difficoltà, non i ritmi diversi, non il tutto che sarà diverso. Perchè noi due saremo noi due. Magari con cambiamenti in atto, questo è ovvio, ma saremo sempre noi due. Non mi spaventa nulla. Quando racconto agli amici che è questo che andrò e che andremo a fare esclamano 'certo che ci vuole un bel coraggio a prender su e andar via, io non credo che ce la farei'. Non è il primo che me lo dice. Ma il coraggio c'è, siam due bimbi coraggiosi noi. Superata la prova del SaltoMatto, superate le montagne russe. Non ci saranno più ostacoli insuperabili. E un po' come i partigiani, che rimanevano interi inverni sui monti a guerreggiare, a soffrire il freddo e la fame, a morire, ma che trovavano sempre il fiato per urlare a pieni polmoni 'Stella Rossa Vince', anche noi urleremo un qualcosa del genere, perchè noi vinceremo su questo mondo. Sì, noi vinceremo.
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