08 settembre 2005

Mosaico di inizio settembre

E poi quella fantastica spinta verso l'alto, verso la spensieratezza verso un Io più intimista che mai. Come nelle fiabe. Me lo sognavo quando ero piccina. E poi ero su, più su, più forte, ancora... E non pensi. o forse sì, forse pensi al tuo piede che forse riuscirà a sfiorare la roccia bagnata, il piede che pennella particelle di acqua. E a piedi nudi scivoli dentro l'aria. Il tuo corpo diventa l'altalena, tu diventi parte di un Essere Olistico, sfuggi dal corpo eppure vuoi sommergerti completamente dentro di esso. Calma, serenità, quella che copre i graffi con raggi di luce, curandoli con molta attenzione. Ma prima c'era la metro a Milano. La pizza mangiata in "Fabbrica", e poi mi ritrovo in chiesa. Insieme a te. Forse perchè volevo semplicemente baciarti in un luogo non tanto comune per vicissitudini amorevoli. E poi il prete. Usciamo. Forse è meglio. Tre serate in rosso, quelle passate insieme. Poi i tuoi fuochi d'artificio si trasformano in gigantesche forme acquose, le quali inzuppano con clemente frenesia i nostri corpi. Camminiamo sotto la pioggia di inizio settembre. fa caldo. molto caldo. la corsa fino alla macchina esplorando con le infradito la profondità e la capienza delle pozzanghere. Poi, come al mio solito, il sonno mi prende in A4 direzione casa di tuo fratello. Ma prima ancora, il primo concerto insieme, arrivando in ritardo, ma in un'ottima distanza per poter essere sfiorati dai mitici sputi all'indietro di Manuel Agnelli. Ovviamente se li avesse fatti in avanti... ma allora non erano caramelline che lanciava al pubblico;)! Quante cose che sto imparando... E poi le bolle, prima quelle astrattivamente distruttive, poi quelle vere, le tue, quelle meno cupe.

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