20 settembre 2005

Wind; stiamo trasferendo la sua chiamata

O d i o p r o f o n d o . Questo il sentimento che nutro verso la scatolina dalle mille voci che mi porto appresso notte e giorno. Odio profondo se diventa l'unico mezzo per comunicare con te durante la giornata. Ecco perchè spesso la dimentico nei posti più disparati, ecco perchè non accendo la suoneria, ecco perchè. Perchè la odio, non la sopporto per davvero. Finchè serve per parlare con gli altri, o per lavoro, allora bom, sta bene. Ma non per te e me. Non ci sono i colori, non ci sono i sorrisi, non ci sono gli abbracci. I sentimenti non si possono tradurre in bit, impossibile creare un protocollo apposito. E allora penso, quando mi risponde la vocina stridula pre-registrata. Sì, penso. Prima ero giù, sul divano, quello a tre posti, raggranellando un po' di meritato riposo dopo una giornata quasi invivibile, e ho passato la serata a ripensare a quest'estate. Tutta tutta tutta. Dalla fine delle lezioni, da fine maggio, alla sessione d'esami, al sole del parco, al lago. Poi il mare, il trasloco, l'addio delle mura che ancora respiravano l'edera. Di nuovo il mare. Casa mia. Un Io che apre una persiana. Una Te distesa nel mio letto col mio cuscino. Un Noi e la luna di luglio. Eppoi il mio rientro in fretta da stati strani, il programmare, il decidere, l'immaginarsi e il vedersi in un altro luogo, distante. Ed ora qui. Batticuore. L'estate più Vera della mia vita. Oggi sono passato nella via del tuo presunto nuovo appartamento. Camminando mi guardavo attorno, interrogando i muri. Volevo già sapere, ero terribilmente curioso. Credo d'aspettare solo quello. La vita quotidiana, quella vissuta insieme. Sì, aspetto solo quella. Riprovo. "Wind; stiamo trasferendo..."

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