15 ottobre 2005

Salici focosi

giornate che si cullano nel nulla razionale più assoluto, tra quattro mura che fungono da rifugio per invadere nel niente e per evadere dal tutto. - togli ciò che stai toccando, fa scomparire la materia, chiudi gli occhi, vai oltre l'oltre, ed ora, sì, ora accarezzami, dentro, senza il tuo fuori.- per pochi istanti ci sono riuscita. incredibili le sensazioni. poi tutto cresce, ma tanto. veramente. ed ogni giorno di più. il piacevole diventa bisogno, necessità, istinto primoridiale, primitivo. felicità che si completa spiccando il dualismo di simbiosi pura. empatia binaria, reciprocità, "unicità", detta alla arendt. il bosco di salici o di salici focosi, noi dentro il nido un pochino gommoso, poi cotonato, neh... Pensieri poetici, letti, che penetrano dentro, snob quel poeta, ma le vivo le sue parole attraverso la tua voce. bella la tua voce, il postino della tua goccia.

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