
Scrivo dall'università, dopo monologhi di meri sconosciuti, parole, concetti, idee, che soffiano nella mente. E poi, ora, un malinconico vuoto pacifico.
Oggi mi sento una qualunquista, una bambola avvolta dal cerchio delle ore, tutto scorre, scivola.
Stato d'animo indefinito, forse assente. Privo di qualsiasi tipo di emozione.
Sì, personifico il ruolo dell'astemia sentimentale.
Sei buffo, tu.
Non mi piacciono queste giornate X.
Magari la giornata X si potesse trasformare in una giornata di Alice.
Perchè dentro di me sorge la sua stessa domanda: "Ma io chi sono?"
Oggi veramente non me lo so dire.
Magari domani.
Forse.
E poi dove sono?
Non sono nè qui e nè lì, dunque sono nell'intersezione di uno spazio indefinito.
Uffa.
Ecco, forse riesco a descrivere il mio stato d'animo: spaesata, dunque assenza di luogo, di palpitazione terrestre.
Non voglio diventare una giornalista e nemmeno una regista, ma non voglio nemmeno fare un lavoro mediocre.
Non voglio nessun tipo di mediocrità nella mia vita.
La semplicità, o, quella sì.
La vera semplicità, quella è rara.
Ritorno al quotidiano. Che ora mi fa comodo. Senò rifletto troppo e mi faccio mille strizzate senza fine.
Ciao Cipolla, M.
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