Disordine.
Ne abbiamo già parlato, ma vorrei tornarci sopra, in quanto in questi ultimi due giorni la cosa è diventata quasi intollerabile. La vita qui da me, senza di te. Parlo di quella in casa, tra le carte da parati ingiallite, dove le cose parlano di un me di anni fa, mentre il me di oggi non sanno neanche chi sia. Ho aperto un cassetto della scrivania, prima. Era colmo di cose inutili, aggeggi strani che manco ricordavo d'avere; sai, le classiche cose che si metton via perchè non si sa bene che farsene. Pazzesco come ricordassi per ogni oggetto il dove e quando. Eppure son passati anni. Anni, per l'appunto. Gli stessi che separano il me riconosciuto dalla casa tra il me reale. Lo percepisco realmente questo sdoppiamento, e non riesco a trovare soluzione. Bah.
Poi c'è l'enorme discrepanza di realtà. Una viva, mobile, colorata, felice, tutto sommato ancora spensierata nonostate i progetti complessi, ma prima di tutto REALE. L'altra polverosa, solitaria, amorfa, noiosa, FITTIZIA. Voglio ucciderla, la seconda. Ma ci devi essere te a tenerla ferma, e ci vorrà ancora un po' di tempo per prenderla di sorpresa.
Poi la sgozzerò, con tutte le mie forze.


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