13 dicembre 2005

Volevo farti una sorpresa, stasera. Chiamarti, e dirti "altrochè Venezia, altrochè Perugia, sabato voliamo a Praga.", ma dopo una minuziosa ricerca sono giunto alla desolante conclusione che non si può fare per i soliti motivi. E ne sono così dispiaciuto, già ci vedevo fra un paio di giorni a passeggio per strade sconosciute un po' nebulose, mano nella mano. Cià, troveremo altro.
Questa sera mi pesano i quindici chilometri di distanza. Tanto. Da dover costringermi a pensare ad altro. Voglia di scrivere, ma paura di cadere nel retorico, mente non lucida, appannata da mille pensieri. Frasi cancellate appena scritte, segno che è meglio chiudere e dormire. Per poi svegliare e ricominciare, magari, poi. Però questa volta sento che sto ricominciando a scrivere, per davvero.

11 dicembre 2005

Concretizzazione girandolesca

Eccoci qui, un giorno dopo il mio compleanno. Con una girandola grande grande ed una pesciotta tutta colorosamente dinamica. Dopo una brutta nottata, in compagnia di incubi e non so cosa. Sai che mi piaci più senza gli occhiali?;) Non me ne voglio tornare a Verona. No No. Ma poi mi dici che qui ti stufi, che tutti ti danno addosso, che le montagne ti crollano sulla testa e che la gente è una palla. Quindi vada la città della piana, anche se non è un granchè (ed è un dato oggettivo). Gli incubi, bè. Meglio farli di notte che di giorno, almeno poi ti svegli ed è tutto finito. Ok, un po' di mal di testa, magari un po' d'incazzatura mattutina, ma insomma, i sogni son sogni e punto. Eppoi nel caso c'è appunto la girandola. La metti al sole, la fissi un po' e soffi, ma forte, sennò non gira. Eppoi vedi i colori, quelli che nei sogni a distinguerli non è molto facile, che son tutti sbiaditi e nebulosi, e bom, t'accorgi che il mondo reale è un altro e se lo vuoi non fa male. Ma se lo vuoi, sennò ti crolla addosso. Gli occhiali, vabbè, ci sono e non ci posso far mica niente. Le lenti appena sveglio mi stan sulle palle, ma poi le metto, promesso :D La spirale incisa su madreperla, per fortuna che esiste la colla...non volevo dirtelo, ma è tutt'una. Lascia perdere, non è un problema. M'è bastato che t'abbia resa felice qualndo te l'ho data. Poi, il resto, si sa, il materiale è fragile, c'è poco da fare. Tutto si rompe, prima o poi. E vale pure per noi? Se intendi 'noi' come io separato da te, ovvero come 'corpo', bè, e' umano, prima o poi ci si rompe, siam materia. Come la madreperla. Se intendi nel 'noi' nell'altro senso mica c'è il corpo inteso come materia. Sai che non sono mica soddisfatta della risposta che mi hai dato? Cmq, la diplomazia razionale sembra il tuo forte. Ma mi aggrappo sulla metafora della spirale, la spiegazione che mi hai dato. Esiste una parola che esprima il superamento del sogno, qualche cosa di più aulico, di più magico, di più splendido, ma soprattutto di più tangibile? Ci sarebbe 'ascesi', ma e' decisamente non tangibile. Ma d'altra parte, se vai oltre una cosa poco tangibile non puoi ricadere in qualcosa che lo e'. Invece esiste una parola, anzi due semplici parole: PARIS ENSEMBLES.