30 novembre 2005

Ah, intendevi la freccia in su...

Non so perchè, ma mi immaginavo la freccia in sù, verso l'alto. Invece la punta della Tua freccia tocca la terra, più concretezza, la tua. Io invece rispecchio proprio la visione della punta verso il cielo, libertà irrazionale, spirito dei balocchi, fantasia vagante. Come il mio futuro. Quando guardo su, in alto, non ci sono limiti, sembra puro, nulla di acrilico. Il fantastico copertone mutevole, un pochetto lunatico? No, pantareista, ma il sole torna sempre, pure la neve, la nebbia e le goccie. Il cielo, un indipendente individualista dipendente? Termino per andare ad ascoltare na schizzata tonfante di lezione. Dovrò pur allargare in qualche modo la mia elasticità cerebrale?....

13 novembre 2005

Mille bolle blu'

Intimita' pura, necessito di questo

11 novembre 2005

Momenti nei quali respiro la tranquillita', la semplice quiete, come ora. Come una cascata, nel corpo, che scorre e non mi lascia nemmeno la possibilita' di pensare. Scivolo dolcemente e mi faccio cullare, dondolando tra piume leggere. Come sotto ad un albero autunnale, sdraiata, mentre le foglie danzano nella spirale formata dal vento, colorando la mia nudita'. Ogni singola parte del mio corpo viene accarezzata, mentre l'albero si priva della sua veste per donarmela nel ritmo di una leggera pioggerella estiva. Poi una folata di vento. Sospiro. Sei online.

No, basta orchidee

Orchidee che sputano veleno, che ti inebriano e poi ti soffocano con un pentetrante annullamento e vuoto - poi la rabbia che ti fa vomitare il passato, i ricordi, dannati. "musichino cattivo, tu e la macchina, una cartina,..." Credere in cosa ancora? Credere? Ancora? BASTA. NO. Un lilium che ti spruzza addosso l'acqua per scherzare, che si addormenta davanti ad un film, in macchina, nella stazione della metropolitana, nel Tiergarten di Berlino, a lezione, ma poi si sveglia per disegnarti mille volte nelle tue forme piu' strambe. Che piange, perche' vuole ritornare piccina, piange veramente, ma allo stesso tempo vuole essere grande, indipendente e forte. Un lilium instabile, e' vero, ma cercante dell'armonia, della tranquillita' di un'erosione vulcanica, di una lava color rubino, che ripennella il modo di vedere, di sentire e di provare.

02 novembre 2005

giornata X di inizio novembre

Scrivo dall'università, dopo monologhi di meri sconosciuti, parole, concetti, idee, che soffiano nella mente. E poi, ora, un malinconico vuoto pacifico. Oggi mi sento una qualunquista, una bambola avvolta dal cerchio delle ore, tutto scorre, scivola. Stato d'animo indefinito, forse assente. Privo di qualsiasi tipo di emozione. Sì, personifico il ruolo dell'astemia sentimentale. Sei buffo, tu. Non mi piacciono queste giornate X. Magari la giornata X si potesse trasformare in una giornata di Alice. Perchè dentro di me sorge la sua stessa domanda: "Ma io chi sono?" Oggi veramente non me lo so dire. Magari domani. Forse. E poi dove sono? Non sono nè qui e nè lì, dunque sono nell'intersezione di uno spazio indefinito. Uffa. Ecco, forse riesco a descrivere il mio stato d'animo: spaesata, dunque assenza di luogo, di palpitazione terrestre. Non voglio diventare una giornalista e nemmeno una regista, ma non voglio nemmeno fare un lavoro mediocre. Non voglio nessun tipo di mediocrità nella mia vita. La semplicità, o, quella sì. La vera semplicità, quella è rara. Ritorno al quotidiano. Che ora mi fa comodo. Senò rifletto troppo e mi faccio mille strizzate senza fine. Ciao Cipolla, M.